Notizia pubblicata il 31/10/2019

Le onde d'urto sono onde acustiche ad elevata energia generate da un condensatore o da una pompa elettroidraulica, indirizzate verso l'area di interesse attraverso un riflettore ellittico (Wang et al 2006). Si tratta di onde monofasiche con un picco di pressione positiva. Le onde d’urto (ESWT) sono state utilizzate fin dagli anni ’80 per il trattamento di varie patologie muscoloscheletriche comprese le tendinopatie primariamente su quei tendini che presentavano presenza di calcificazioni e successivamente per le altre forme di tendinopatia.

Le onde d’urto non hanno grosse controindicazioni se non dolore e segni di infiammazione locale e vengono divise in focali e radiali:

le onde d’ urto focali hanno una penetrazione maggiore (10 cm) e hanno alta intensità (0,28-0,6 mJ/mm2);

le onde d’ urto radiali agiscono più in superficie (3cm) con una intensità minore (0,02-0,08 mJ/mm2) (Lee et al 2003).

Non è ancora chiaro come il meccanismo delle onde d’urto sia in grado di essere efficace nella riduzione del dolore: sembra che l’ iperstimolazione meccanica della zona di interesse crei un incremento della soglia dolorifica tramite rilascio di enzimi nei pressi dei nocicettori. Inoltre sembrerebbero migliorare i sintomi poiché promuovo neovascolarizzazione e angiogenesi nella zona della giunzione mio-tendinea e inducono una degenerazione delle fibre nervose epidermali con conseguente reinnervazione (irwin et al 2010).

Le principali patologie trattate con questa metodica sonole tendinopatie rotule, tendinopatie achilleetendinopatie della cuffia dei rotatori, epicondiliti, epitrocleiti e fasciti (fascite plantare); l’efficacia delle stesse è stato dimostrato essere maggiore se vengono unite alla fisioterapia e all’esercizio terapeutico (Rompe et al 2008).

Ultimamente il campo di applicazione delle onde d’urto si sta estendendo alle patologie muscolo-scheletriche in ambito sportivo, in particolare alcuni protocolli sperimentali si rivolgono al trattamento di lesioni muscolari sia recenti (in fase sub acuta) sia di lesioni vecchie su cicatrici stabilizzate, consentendo così al fisioterapista una gestione multimodale della patologia. Presso Fysiolab srl questo protocollo sperimentale è stato somministrato su pazienti sportivi di diverse categorie, professionisti compresi.

Il campo di ricerca è ancora molto ampio poiché i protocolli terapeutici spesso sono eterogenei negli studi scientifici, si può trovare uno studio che differisce dall’ altro se si considera l’intensità e il numero di colpi da somministrare al paziente per una data patologia. Nonostante ciò la terapia ad onde d' urto ha un ottimo feedback da parte del paziente poiché riduce il dolore in tempi brevi, ha tempi di somministrazione limitati e si effettua solitamente una volta alla settimana.

 

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Come sempre, un caro saluto a tutti quelli che sono arrivati alla fine dell’articolo.

 

Bianchi Matteo - Fisioterapista presso Fysiolab Srl-

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